RIFLESSIONI SEMI-SERIE SUL MESTIERE DELL’ATTORE TRA LE CANZONI DI GIGI PROIETTI
di e con MARINA DE JULI
chitarra e voce Andrea Cusmano
“Il teatro è una malattia incurabile. Un meccanismo irrazionale, economicamente incomprensibile, psicologicamente sospetto. Ma bellissimo. Con questo spettacolo vogliamo svelare la realtà dell’attore con la stessa leggerezza con cui Gigi Proietti raccontava la vita. E se dovessimo diventare troppo seri… speriamo che Gigi da lassù ci lanci un mattone sulla capocchia per ricordarci che stiamo facendo solo teatro”.
Il “Matt-Attore” è un viaggio personale, ironico, poetico e a tratti spietato nel dietro le quinte del teatro contemporaneo. L’attrice in scena dialoga con il pubblico e con la musica, mettendo a nudo le fragilità di chi vive di arte: dalla “paura” prima che il sipario si sollevi, fino alla comica epopea della burocrazia moderna tra un inferno di bandi, firme digitali e password dimenticate. Una satira trasforma le fatiche dell’artista moderno in una vera e propria tragedia greca in chiave comica. Nello stesso momento si passa dalla risata alla commozione e a comprendere che il teatro è una sintesi della vita, che ogni giorno all’apertura del sipario si rinnova fino ad arrivare all’ultima replica.
Il filo conduttore di questo racconto sono le canzoni del maestro Gigi Proietti, lui si, vero mattatore che sapeva fare teatro dal nulla, armato solo di un baule e di un palco nudo. Attraverso l’esecuzione dal vivo di canzoni del suo repertorio – come “Son contento di morire, ma mi dispiace”, “Ce l’avrai quattro soldi”, “Me so magnato er fegato” “Nun je dà retta Roma”, lo spettacolo esplora la contaminazione tra generi: dall’avanspettacolo a Shakespeare, da Trilussa a Petrolini passando attraverso l’esperienza personale dell’attrice in scena.